Stipsi consigli e terapia

Stipsi consigli e terapia

Per molte persone la stipsi o stitichezza è un problema molto sentito: ciò nonostante il “non andare di corpo” ogni giorno non significa necessariamente stitichezza. Una persona può defecare due o tre volte al giorno senza avvertire disagio, un’altra solo una volta ogni due o tre giorni ad intervalli regolari senza alcun problema.

1) Allora cosa significa essere stitico?
Significa non avvertire lo stimolo spontaneo della defecazione o essere costretti a fare grandi sforzi per defecare o evacuare feci dure a varie riprese in modo incompleto. Molto spesso la stitichezza si accompagna a dolori addominali.

2) Terapia

Dieta: la dieta gioca un ruolo di primo piano nella prevenzione della stitichezza. Innanzitutto è impotante introdurre una quantità adeguata di cibo, perché questo possa opportunamente stimolare la muscolatura intestinale. Gli alimenti più indicati nell’esercitare quest’azione sono le verdure di soia, la frutta fresca, il pane integrale ed i cereali. Questi alimenti, opportunamente aggiunti alla dieta, aiutano a combattere la stitichezza.Per molte persone questa misura terapeutica non sarà sufficiente e dovranno quindi aggiungere lassativi blandi, sempre dopo aver consultato il medico specialista.D’altro canto gli alimenti sconsigliati sono: i formaggi elaborati, il cioccolato, la carne, il fegato, il riso e la farina raffinata. Se le feci sono dure bisogna immediatamente ridurli.

Liquidi: i liquidi sono fondamentali nel mantenere le feci morbide.Si devono bere per lo meno 6-8 bicchieri (1,5-2 litri) di liquido al giorno. La zuppa, il tea e le spremute vengono considerati come liquidi opportuni.

Attività fisica: è molto importante eseguire quotidianamente un’attività fisica, anche solo sotto forma di piccole passeggiate o semplici esercizi che contribuiscono a mantenere un buon tono della muscolatura intestinale. Se si suda molto, bisogna compensare con una corrispondente introduzione di liquidi.

Lassativi: di solito vengono impiegati in modo scorretto. Esistono diversi tipi con azione differente. Non necessariamente i lassativi provocano danno, ma anzi, se impiegati in modo corretto, rappresentano un buon aiuto, insieme alla dieta, per la regolarizzazione delle funzioni intestinali. Viceversa, se si utilizzano in modo improprio, rendono l’intestino “pigro”, riducendo il suo tono muscolare e obbligando il paziente ad una inutile e pericolosa assuefazione.

3) 7 norme per evitare la stitichezza
1. Mangiare tutti i giorni verdure, prediligendo l’assunzione di fibre
2. Bere molto, almeno 1.5 litri di liquidi al giorno
3. Mangiare lentamente e masticare bene gli alimenti, cercando di mangiare ad ore regolari
4. Educare l’intestino: non reprimere mai il bisogno di andare al bagno. Abituarsi ad andare al bagno ad un orario regolare. Evitare gli sforzi eccessivi durante l’evacuazione.
5. Fare esercizio fisico moderato tutti i giorni.
6. Evitare i lassativi irritanti.
7. Consultare il medico specialista.

Emorroidi sintomi e cura

Emorroidi sintomi e cura – Dr. Sergio Agradi – Proctologo Monza

EMORROIDI

Le emorroidi sono vene che si ingrandiscono all’interno del canale anale e possono provocare fastidiosi problemi quali: prurito,

dolore, emissione di sangue e protrusione all’esterno. In stadi non avanzatissimi di malattia è possibile risolvere il problema con

metodi ambulatoriali assolutamente indolori. Si distinguono due tipi: esterne ed interne, riferite alla loro localizzazione.

Le emorroidi interne si formano all’interno e normalmente non sono visibili.

Le emorroidi esterne si sviluppano vicino all’ano e sono coperte da una cute molto sensibile.

Se viene a formarsi un coagulo in una di loro, si viene a sviluppare un rigonfiamento molto dolente (trombosi emorroidaria). Può

sanguinare solo se si rompe. Viene avvertita come un gonfiore duro e sensibile. Si distinguono scolasticamente 3 o 4 stadi

patologici:

I grado – emorroidi completamente interne, situate all’interno dell’ano.

II grado – quando esse fuoriescono dal bordo anale al momento della defecazione e poi rientrano spontaneamente

III grado – quando i gavoccioli venosi, dopo la defecazione, devono essere riposizionati all’interno del canale anale,

manualmente.

IV grado – quando le emorroidi ormai completamente prolassate non rientrano nel canale anale e rimangono sempre fuori.

Le Cause

Quasi certamente esiste una certa predisposizione di base riferibile alla ereditarietà, alla familiarità e alla costituzione, per cui

una persona é più facilmente soggetta di un’altra a manifestare il quadro patologico. Nella quasi totalità dei casi è sempre

presente un prolasso della mucosa rettale che determina la discesa delle emorroidi al di fuori del canale anale.

È utile ricordare che un soggetto con storia familiare di emorroidi, ha un rischio di malattia aumentato fino a tre volte . Non si

tratterrebbe di trasmissione cromosomica, bensì di predisposizione per mutazione genetica (Dodi). Su un terreno

predisponente, quindi é facile che possano agire dei fattori scatenanti che non sempre sarebbero in grado da soli di determinare

un quadro di malattia. Valutiamone alcuni:

a. alimentazione: una dieta senza scorie, favorendo la stipsi,indurrebbe l’insorgenza delle emorroidi.Vedremo in seguito come

ciò possa accadere.Alcune sostanze alimentari irritanti comunque,sono spesso chiamate in causa nello scatenare una crisi

emorroidaria: alcool (soprattutto vino rosso e birra), spezie, cacao, cibi piccanti,crostacei ecc.

b. alvo stitico, diarrea: é chiaro che la distensione delle vene emorroidarie, già presente in una defecazione normale, possa

essere esaltata in caso di sforzo ripetuto e prolungato, per consentire il passaggio di feci dure e voluminose.Una ricerca

condotta in Inghilterra ha evidenziato come il 51% degli emorroidopatici sia anche affetto da stipsi. La diarrea, anche se in

misura inferiore,provoca uno stato di irritazione della mucosa che si ripercuote sulla parete dei plessi venosi. Errate abitudini

defecatorie possono risultare egualmente dannose: ad esempio l’abitudine giornaliera di indugiare alla lettura del giornale seduti

sul water, può provocare in dodici mesi, gli stessi effetti dannosi di dodici anni di regolari defecazioni..

c. Posizione abituale: lavori sedentari in posizione seduta o che obblighino troppo alla stazione eretta possono provocare uno

stato di aumentata pressione nelle vene emorroidarie o per gravità o per difficoltoso scarico venoso.

d. Sport particolari: equitazione, motociclismo, sollevamento pesi, ciclismo, possono provocare traumatismi continui, mal

sopportati dalle strutture di sostegno del canale anale.

e. Fattori endocrino-genitali: assunzione di ormoni, pillola anticoncezionale ecc. possono influire sulle crisi emorroidarie

facilitandone gli episodi acuti. Particolari momenti del ciclo mestruale possono facilitare l’insorgenza di nuove crisi (ovulazione,

mestruazione).